In questo articolo approfondiremo come funziona l'assegnazione dell'abitazione, chi ha diritto a restarci e quali sono le soluzioni per gestire questo passaggio con meno stress possibile.
La casa coniugale rappresenta uno dei punti più caldi e delicati nelle controversie di separazione e divorzio a Roma. Non è solo un immobile dal valore economico, ma il luogo che ha ospitato la vita familiare e che garantisce stabilità ai figli.
👉 Se desideri prima una panoramica generale su costi, tempistiche giudiziarie e procedure nella Capitale, ti consigliamo di leggere la nostra guida principale: ➡ [Avvocato Divorzista a Roma: Costi, Tempi e Come Divorziare nel 2026 nella Capitale]
Cos’è esattamente la Casa Coniugale?
Secondo la legge italiana (Artt. 155-quater e 337-sexies c.c.), la casa coniugale è l’abitazione dove i coniugi hanno vissuto stabilmente durante il matrimonio. Essa comprende:
- Gli immobili utilizzati per il quotidiano svolgimento della vita domestica.
- Gli arredi e gli elettrodomestici funzionali alla casa.
Attenzione: non sono considerate case coniugali le seconde case (al mare o in montagna) o gli immobili utilizzati solo saltuariamente.
L’Assegnazione della Casa: Figli Minori e Autosufficienza
In una procedura di divorzio consensuale a Roma, la prima questione da affrontare riguarda i figli. Se ci sono figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti, l’obiettivo prioritario del giudice (e dei genitori) deve essere la tutela della loro stabilità.
Chi rimane a vivere nella casa?
Di norma, la casa viene assegnata al genitore “collocatario”, ovvero quello con cui i figli vivono stabilmente.
- La prassi comune: Nella maggior parte dei casi a Roma, la casa viene assegnata alla madre con i figli, mentre il padre si allontana per cercare una nuova sistemazione.
- Il padre collocatario: Non è raro, tuttavia, che siano i padri a rimanere nell’abitazione se i figli vengono collocati prevalentemente presso di loro.
- Il “Modello a Rotazione” (Nesting): Una soluzione innovativa e armoniosa prevede che siano i figli a restare fermi nella casa, mentre i genitori “ruotano” (ad esempio una settimana a testa).
👉 Il consiglio dell’esperto: La rotazione dei genitori richiede un’armonia eccezionale e un accordo totale su ogni aspetto della gestione familiare. Senza questi presupposti, questa modalità rischia di creare ulteriore confusione.
Informarsi per decidere: La Legal TV di Coniugi Tutelati
Affrontare il tema della casa e dell’affidamento senza le giuste basi legali può portare a errori costosi. Coniugi Tutelati, la prima piattaforma in Italia per le separazioni e i divorzi online, ha creato uno strumento unico per prepararsi al meglio.
Attraverso la nostra piattaforma video, puoi acquistare un Pass speciale che ti dà accesso a tutte le video-consulenze registrate dai nostri esperti. Questo percorso, chiamato “Separarsi Informati”, ti permette di arrivare al colloquio con l’avvocato (o davanti al giudice) con una consapevolezza totale dei tuoi diritti.
👉 [Acquista qui il Pass della Legal TV di Coniugi Tutelati]
L’innovazione portata da Coniugi Tutelati è stata celebrata da numerose testate giornalistiche, comprese quelle locali romane come Roma Daily News, che ci definisce la prima startup per la gestione delle separazioni online: 👉 [Innovazione nel settore legale: la prima startup per divorzi online – RomaDailyNews]
Quando il conflitto aumenta: l’ascolto del minore
Se i coniugi non trovano un accordo sulla casa o sull’affidamento, la procedura diventa giudiziale. In questi casi, se i figli hanno più di 12 anni (o anche meno, se ritenuti capaci di discernimento), il Giudice può decidere di ascoltarli.
Questa procedura può essere molto invasiva e destabilizzante, poiché prevede:
L’audizione del minore in presenza di uno psicologo.
L’intervento, in alcuni casi, degli assistenti sociali.
Domande dirette per capire con quale genitore il figlio desideri vivere.
La soluzione migliore è sempre quella di trovare un accordo consensuale, evitando ai figli il trauma di dover “scegliere” tra mamma e papà in un contesto istituzionale.
Aspetti Legali e Patrimoniali dell’Assegnazione
L’assegnazione della casa produce effetti giuridici che è bene conoscere (Cass. Civ. n. 17698/2020):
Titolarità del bene: L’assegnazione non cambia la proprietà. Se la casa è tua al 100% ma viene assegnata all’altro coniuge per i figli, rimani proprietario ma non puoi abitarci.
Onere delle spese: Di norma, le spese ordinarie (utenze, condominio ordinario, manutenzione quotidiana) sono a carico dell’assegnatario. Le spese straordinarie (rifacimento tetto, facciate) restano a carico del proprietario o pro-quota.
Locazione: Se la casa è in affitto, il coniuge assegnatario succede automaticamente nel contratto di locazione.
Successione (Art. 540 c.c.): In caso di morte di uno dei coniugi, al superstite spetta il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare.
Durata dell’assegnazione e tutela del proprietario
L’assegnazione non è per sempre. Essa permane finché sussistono i presupposti (figli non autosufficienti). Il diritto decade se:
I figli diventano autonomi o si trasferiscono.
Il coniuge assegnatario contrae nuovo matrimonio o inizia una convivenza more uxorio stabile nell’immobile.
L’assegnatario abbandona stabilmente la casa.
Secondo la giurisprudenza recente (Cass. Civ. n. 3089/2021), una volta cessati i presupposti, il proprietario non assegnatario può richiedere immediatamente il rilascio dell’immobile.
FAQ: Domande frequenti sulla Casa a Roma
Cosa succede se la casa è di proprietà dei suoceri?
Se i nonni hanno concesso la casa in comodato per le esigenze della famiglia, il Giudice può comunque assegnarla al genitore collocatario dei figli, a meno che non sorga un urgente e imprevisto bisogno dei proprietari.
Posso vendere la casa coniugale assegnata all’ex?
Sì, ma il diritto di abitazione del coniuge assegnatario è opponibile al terzo acquirente (se il provvedimento è trascritto). In pratica, vendi una casa “occupata”, il che ne riduce drasticamente il valore di mercato.
Posso cambiare la serratura se l’altro se n’è andato?
No, finché non c’è un provvedimento di assegnazione esclusiva del Giudice, cambiare la serratura potrebbe configurare il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni o violenza privata.
Conclusione
La gestione della casa coniugale a Roma richiede equilibrio e una profonda conoscenza delle norme. Evitare lo scontro giudiziale non è solo una scelta economica, ma un atto di amore verso i propri figli.
Vuoi affrontare il tuo divorzio con la sicurezza di chi conosce i propri diritti? Accedi alla nostra Legal TV per guardare le video-consulenze dedicate alla gestione della casa e dei figli, oppure contattaci per una consulenza personalizzata tramite la piattaforma di Coniugi Tutelati.
Vorresti che ti aiutassi a calcolare come potrebbe cambiare l’assegnazione nel tuo caso specifico o preferisci approfondire i costi della procedura consensuale?







