L’assegno divorzile è uno degli aspetti più discussi e controversi nelle separazioni legali.
Per molto tempo, si è parlato di assegno divorzile “a vita”, un concetto che ha alimentato numerosi miti e malintesi.
Con l’introduzione di nuove normative, le modalità di calcolo e le condizioni di erogazione dell’assegno divorzile sono cambiate, ma ci sono ancora molti dubbi riguardo a chi ne ha diritto e per quanto tempo.
In questo articolo, vediamo quali sono le verità e i falsi miti sull’assegno divorzile a vita, in particolare per i casi senza figli, e cosa è cambiato con le nuove leggi.

L’assegno divorzile e le sue implicazioni
Tradizionalmente, l’assegno divorzile veniva visto come una somma che un coniuge doveva corrispondere all’altro per un periodo illimitato, spesso alimentando l’idea che l’assegno divorzile fosse dovuto “per sempre”.
Tuttavia, con le modifiche normative introdotte nel corso degli anni, in particolare la riforma della legge sull’assegno divorzile, l’importo e la durata dell’assegno sono stati rivisti.
L’assegno divorzile a vita non è più propriamente e automaticamente a vita, nel senso che la sua erogazione dipende da una serie di fattori come:
– la situazione economica di ciascun coniuge;
– la durata del matrimonio.
Non si parla più di assegno divorzile a vita, perché se in passato l’assegno divorzile era generalmente accordato a favore del coniuge economicamente più debole, oggi il giudice tiene conto di una maggiore equità, considerando anche l’autosufficienza economica di chi richiede il pagamento.
Nel caso di assegno divorzile senza figli, la situazione si semplifica ulteriormente, poiché non ci sono più gli obblighi legati alla crescita e al mantenimento dei figli. In questo contesto, l’assegno può essere stabilito sulla base del tenore di vita avuto durante il matrimonio e della capacità del coniuge di provvedere al proprio sostentamento.
Tuttavia, l’importo e la durata dell’assegno divorzile sono sempre soggetti alla valutazione del giudice, che prende in considerazione numerosi fattori tra cui la capacità lavorativa, il reddito, e le opportunità di reinserimento nel mondo del lavoro.
Conclusioni
La visione dell’assegno divorzile a vita, dunque, è un mito che, con le nuove normative, è stato notevolmente ridimensionato.
Oggi, l’assegno divorzile è determinato in base a criteri più equi, che considerano le circostanze di ciascun caso. Se un coniuge è in grado di provvedere al proprio sostentamento, l’assegno potrebbe essere temporaneo o addirittura non esserci affatto.
È importante che le persone coinvolte in un divorzio comprendano le modifiche alle leggi e consultino un avvocato per ottenere una consulenza personalizzata. In ogni caso, l’assegno divorzile senza figli segue un percorso ben definito, ma che rimane sempre soggetto alla valutazione del tribunale.
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