Il mancato versamento dell’assegno di mantenimento è una situazione complessa e delicata che può avere gravi conseguenze per il genitore affidatario e, soprattutto, per i figli. La legge italiana prevede strumenti per tutelare i diritti economici del minore e garantire che il genitore obbligato rispetti i propri doveri anche in materia di assegno di mantenimento. In questo articolo analizziamo cosa fare in caso di inadempimento, quali sono le soluzioni legali disponibili e come prevenire conflitti futuri.

Le conseguenze legali per il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento
Il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento è considerato un inadempimento grave.
Secondo l’articolo 570 del Codice Penale, il genitore che non adempie agli obblighi di assistenza familiare può essere sanzionato con pene pecuniarie o, nei casi più gravi, con la reclusione.
Il mancato versamento può includere sia l’assegno di mantenimento ordinario, destinato a coprire le spese di base dei figli, sia la quota relativa alle spese straordinarie.
È importante che il genitore affidatario documenti ogni inadempienza per poter intraprendere eventuali azioni legali.
Come agire per recuperare l’assegno non versato
In caso di mancato pagamento dell’assegno di mantenimento, è possibile ricorrere a diverse soluzioni legali per ottenere il recupero delle somme dovute. Tra queste:
- Decreto ingiuntivo: è una procedura rapida che consente di ottenere un ordine del tribunale per obbligare il pagamento.
- Pignoramento: il giudice può autorizzare il pignoramento dello stipendio, del conto corrente o di altri beni del genitore inadempiente.
- Ordine diretto al datore di lavoro: in alcuni casi, il tribunale può ordinare al datore di lavoro del genitore inadempiente di trattenere direttamente una parte del salario e trasferirlo al genitore affidatario.
Questi strumenti legali sono progettati per garantire che i diritti economici dei figli siano rispettati e che il genitore obbligato adempia ai propri doveri.
Strumenti alternativi per risolvere la situazione
Prima di intraprendere azioni legali per il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento, può essere utile cercare una soluzione consensuale. Un dialogo diretto, possibilmente mediato da un legale o da un mediatore familiare, può aiutare a chiarire eventuali difficoltà economiche del genitore inadempiente e a trovare un accordo temporaneo.
La mediazione familiare, in particolare, può rappresentare uno strumento efficace per risolvere i conflitti in modo pacifico e tutelare il benessere dei figli, evitando lunghi procedimenti giudiziari. Tuttavia, se il dialogo non porta risultati, è fondamentale agire rapidamente per garantire la continuità del supporto economico ai minori.
Come documentare il mancato pagamento
Per poter intraprendere azioni legali per il recupero dell’assegno di mantenimento, è essenziale documentare in modo accurato ogni inadempienza. Le principali azioni da intraprendere includono:
- Conservare ricevute, bonifici o qualsiasi prova dei pagamenti effettuati o mancati.
- Registrare le comunicazioni avute con l’altro genitore, inclusi messaggi o email che dimostrino la richiesta del versamento.
- Consultare un avvocato specializzato in diritto di famiglia per valutare le opzioni disponibili.
Un esempio pratico di documentazione potrebbe essere un riepilogo mensile dei pagamenti ricevuti e delle spese straordinarie concordate ma non saldate e in caso di mancato pagamento:
Rivolgersi a un legale specializzato: per valutare le opzioni legali più adatte alla situazione.
Considerare il pignoramento o l’ordine diretto al datore di lavoro: come strumenti di garanzia economica per il recupero dell’assegno di mantenimento.
Conclusioni
Il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento può generare difficoltà significative per il genitore affidatario e per i figli. Tuttavia, la legge italiana offre strumenti efficaci per far rispettare i propri diritti.
Affrontare la situazione con tempestività, documentando ogni inadempienza e consultando esperti legali, è essenziale per garantire la sicurezza economica e il benessere del minore. In caso di dubbi, affidarsi a un avvocato specializzato in diritto di famiglia è il primo passo per risolvere la questione.
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