Per calcolare il mantenimento dei figli non basta confrontare due stipendi o applicare una percentuale fissa. La stima deve partire da documenti attendibili: redditi, patrimonio, spese del figlio, tempi di permanenza e attività di cura svolte da ciascun genitore.
L’articolo 337-ter del Codice civile impone una valutazione concreta e proporzionata. Per questo una checklist ben preparata è utile sia quando i genitori cercano un accordo, sia quando la misura del contributo deve essere determinata dal tribunale.
Questa guida spiega quali dati e documenti raccogliere prima di formulare una proposta. Per approfondire i criteri giuridici e vedere esempi di stima consulta anche la guida completa sul calcolo del mantenimento dei figli.

Esiste una formula ufficiale per il mantenimento dei figli?
No. Tabelle e calcolatori possono offrire una prima indicazione, ma non esiste una formula nazionale capace di produrre automaticamente l’importo corretto per ogni famiglia. Il risultato deve essere adattato alla situazione concreta.
I criteri da considerare sono: esigenze attuali del figlio, tenore di vita goduto durante la convivenza, tempi trascorsi con ciascun genitore, risorse economiche di entrambi e valore dei compiti domestici e di cura. Il riferimento normativo è l’articolo 337-ter del Codice civile.
Non è quindi corretto presumere che esista un minimo sempre dovuto o che a una determinata fascia di reddito corrisponda necessariamente un assegno prestabilito. Anche disoccupazione, riduzione del reddito e capacità lavorativa devono essere esaminate nel caso concreto.
Checklist dei documenti necessari
| Area | Documenti e informazioni utili |
|---|---|
| Redditi | Dichiarazioni fiscali, buste paga, CU, pensioni, compensi e redditi d’impresa o professionali |
| Patrimonio | Immobili, conti, investimenti, partecipazioni, veicoli e altre disponibilità economicamente rilevanti |
| Abitazione | Contratto di affitto, mutuo, utenze e assegnazione della casa familiare |
| Esigenze del figlio | Scuola, mensa, trasporti, salute, sport, abbigliamento e necessità specifiche |
| Organizzazione | Calendario dei pernottamenti, spostamenti e spese sostenute direttamente |
| Cura | Accompagnamenti, compiti, visite, gestione scolastica e disponibilità quotidiana |
La documentazione deve rappresentare una situazione reale e sufficientemente stabile. Un singolo mese può essere poco significativo in presenza di premi, mensilità aggiuntive, redditi stagionali o attività autonome.
Documenti sui redditi dei genitori
Il primo passaggio consiste nel ricostruire il reddito netto medio di entrambi i genitori. Bisogna evitare confronti disomogenei, come mettere a paragone lo stipendio netto mensile di uno con il reddito lordo annuale dell’altro.
Lavoratori dipendenti e pensionati
- ultime dichiarazioni dei redditi;
- Certificazione Unica;
- buste paga di un periodo rappresentativo;
- tredicesima, quattordicesima, premi e bonus ricorrenti;
- benefit aziendali che riducono spese personali;
- cedolini della pensione e altri trattamenti continuativi.
Professionisti, autonomi e imprenditori
Per attività autonome o d’impresa è opportuno considerare più annualità, la continuità degli incassi, i costi effettivi dell’attività e le disponibilità personali. Possono essere utili dichiarazioni fiscali, bilanci, estratti dei compensi, partecipazioni societarie e documentazione relativa ai beni utilizzati.
Genitore disoccupato o con reddito ridotto
L’assenza di uno stipendio non produce automaticamente né l’esonero totale né l’applicazione di un importo minimo standard. Devono essere valutati patrimonio, sussidi, concreta possibilità lavorativa, ragioni della disoccupazione e iniziative intraprese per trovare un’occupazione.
Patrimonio, immobili e costi dell’abitazione
Le risorse economiche non coincidono soltanto con il reddito dichiarato. Immobili, risparmi, investimenti, partecipazioni societarie, rendite e uso gratuito di beni possono incidere sulla capacità contributiva.
- visure e documenti relativi agli immobili;
- contratti di locazione e canoni percepiti;
- saldi e disponibilità finanziarie rilevanti;
- rate di mutui e finanziamenti;
- contratto di affitto della nuova abitazione;
- documentazione sulla casa familiare e sul titolo di proprietà.
Mutuo e affitto non vengono trattati automaticamente nello stesso modo. Il canone è normalmente un costo abitativo, mentre la rata del mutuo può anche contribuire alla formazione di un patrimonio. Contano intestazione, proprietà, utilizzo della casa e assetto complessivo stabilito tra i genitori.
Come documentare le esigenze del figlio
Le spese devono essere ricostruite in relazione all’età, alla salute, alla scuola e alle abitudini concrete del figlio. Non è necessario conservare ogni scontrino relativo alla vita quotidiana, ma è utile costruire un quadro mensile credibile e verificabile.
- vitto, abbigliamento e prodotti personali;
- quota dei costi di casa e delle utenze;
- mensa, trasporto, libri e materiale scolastico;
- farmaci e spese sanitarie ricorrenti;
- sport e attività formative consolidate;
- telefono, strumenti digitali e necessità coerenti con l’età;
- eventuali bisogni educativi, sanitari o assistenziali specifici.
Spese ordinarie e straordinarie
Le spese ordinarie, prevedibili e ricorrenti sono normalmente comprese nel contributo mensile. Le spese straordinarie vengono invece rimborsate separatamente nella percentuale stabilita dall’accordo o dal giudice: non sono necessariamente divise al 50%.
Occorre inoltre distinguere le spese che richiedono il preventivo consenso da quelle necessarie o urgenti. Le prassi possono variare secondo il tribunale competente; come riferimento operativo si possono consultare le linee guida sulle spese extra del Tribunale di Milano, verificando sempre il protocollo applicabile al proprio caso.

Tempi di permanenza e spese sostenute direttamente
Il calendario dei figli deve indicare pernottamenti, giorni infrasettimanali, vacanze e modalità degli accompagnamenti. I tempi sono importanti, ma non tutte le spese diminuiscono quando il figlio trascorre alcuni giorni con l’altro genitore.
Casa, abbigliamento, scuola e molte attività restano costi stabili. Per questo l’affidamento condiviso o una permanenza quasi paritaria non eliminano automaticamente l’assegno, soprattutto se le risorse economiche sono molto diverse.
Il valore delle attività quotidiane di cura
La legge attribuisce rilievo economico anche ai compiti domestici e di cura. È utile descrivere chi accompagna il figlio, gestisce scuola e visite, segue i compiti, organizza le attività e garantisce disponibilità in caso di malattia o imprevisti.
Un calendario annotato e le comunicazioni scolastiche o sanitarie possono aiutare a rappresentare l’organizzazione reale. L’obiettivo non è trasformare ogni attività genitoriale in un credito, ma valutare il contributo complessivo di ciascuno.
Altri figli, assegno unico e nuove famiglie
Vanno indicati eventuali altri figli da mantenere e gli obblighi economici già esistenti. La nascita di un altro figlio è rilevante, ma non determina da sola una riduzione automatica del contributo.
Anche l’assegno unico deve essere considerato separatamente e disciplinato con chiarezza. Il reddito di un nuovo partner non sostituisce l’obbligo dei genitori, anche se la nuova convivenza può incidere concretamente su alcuni costi abitativi.
Come organizzare la documentazione
- scegliere un periodo rappresentativo, normalmente non limitato a un solo mese;
- separare redditi, patrimonio e costi personali;
- predisporre un prospetto delle spese ordinarie del figlio;
- elencare a parte le spese straordinarie già sostenute;
- preparare un calendario dei tempi di permanenza;
- descrivere i compiti di cura svolti da ciascun genitore;
- segnalare dati incerti o mancanti senza sostituirli con supposizioni.
Un prospetto trasparente facilita il confronto e riduce il rischio che la trattativa si concentri su cifre prive di una base verificabile. Se alcuni dati dell’altro genitore non sono disponibili, è preferibile indicarlo espressamente.
Come utilizzare il calcolatore
Il calcolatore può fornire una stima orientativa dopo l’inserimento dei principali dati familiari ed economici. Prima di utilizzarlo conviene avere disponibili redditi netti medi, costi abitativi, numero ed età dei figli, tempi di permanenza e spese ricorrenti.
Il risultato non è una decisione giudiziale e non sostituisce l’analisi del caso. È uno strumento utile per preparare una proposta, verificare la sostenibilità di un accordo e individuare gli elementi sui quali è necessario approfondire.
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Dalla stima all’accordo o al procedimento
Quando i genitori raggiungono un’intesa, importo, rivalutazione ISTAT, spese straordinarie e modalità di pagamento devono essere descritti con precisione. L’accordo resta sottoposto alla verifica di conformità all’interesse dei figli e può essere modificato se cambiano in modo significativo esigenze o condizioni economiche.
Se non è possibile raggiungere un accordo, la documentazione servirà per formulare richieste motivate nel procedimento. Nessun genitore dovrebbe modificare o interrompere unilateralmente un contributo già previsto da un provvedimento.
Nota sul prezzo: il costo pubblicizzato nel banner seguente riguarda le procedure consensuali alle condizioni indicate nell’offerta. Le controversie sul mantenimento o le procedure giudiziali richiedono una valutazione e un preventivo specifici.
Errori da evitare nel calcolo
- applicare una percentuale fissa a uno stipendio;
- considerare soltanto il reddito del genitore che dovrebbe versare l’assegno;
- confondere spese ordinarie e straordinarie;
- presumere che ogni spesa extra debba essere divisa al 50%;
- ignorare tempi di permanenza e attività di cura;
- usare dati lordi per un genitore e netti per l’altro;
- interrompere il pagamento senza accordo o provvedimento;
- ritenere vincolanti accordi che pregiudicano l’interesse del figlio.
I documenti servono a ricostruire correttamente redditi, patrimonio, spese e tempi di permanenza. Per comprendere come questi elementi incidono sulla decisione, approfondisci i criteri dell’assegno di mantenimento.
Domande frequenti
L’ISEE è sufficiente per calcolare il mantenimento?
No. Può essere un elemento utile, ma non sostituisce l’esame di redditi, patrimonio, spese, tempi e compiti di cura richiesto per la situazione concreta.
Esiste un importo minimo per ogni figlio?
Non esiste un minimo nazionale valido automaticamente per tutte le famiglie. L’importo dipende dai criteri di legge e dalle risorse effettive dei genitori.
Con tempi paritari l’assegno non è dovuto?
Non necessariamente. Tempi simili non significano redditi e costi identici; può essere comunque necessario un contributo di riequilibrio.
Le spese straordinarie sono sempre al 50%?
No. La percentuale può essere diversa e deve risultare dall’accordo o dal provvedimento, tenendo conto delle risorse di entrambi.
Il mantenimento termina automaticamente a diciotto anni?
No. Per i figli maggiorenni contano autosufficienza economica, età, percorso formativo e concreta attivazione. Il versamento non dovrebbe essere sospeso unilateralmente.
Raccogliere documenti completi permette di elaborare una stima più attendibile e di affrontare la trattativa con maggiore chiarezza. Per informazioni sulla procedura o per avviare una pratica, puoi contattare Coniugi Tutelati e ricevere una valutazione della situazione familiare.




