Aggiornato al 17 settembre 2026. Il bonus affitto genitori separati 2026 è stato previsto per sostenere i genitori separati o divorziati che, dopo la fine del rapporto, devono pagare una nuova abitazione perché non sono assegnatari della casa familiare. Il contributo potrà coprire il 50% del canone di locazione, fino a un massimo di 500 euro al mese e 6.000 euro all’anno.
Attenzione: il fondo è stato istituito, ma al 17 settembre 2026 la domanda non è ancora aperta. Il bando e le istruzioni operative devono ancora essere pubblicati. Di seguito distinguiamo le informazioni già annunciate dal MIT dagli aspetti che dovranno essere confermati dal provvedimento definitivo.
La misura interessa soprattutto il genitore separato o divorziato che ha lasciato la casa familiare, continua a sostenere le spese per i figli e deve affrontare anche il costo di un affitto. Vediamo cosa si sa finora, quali dovrebbero essere i requisiti e cosa preparare in attesa dell’apertura della procedura.
Bonus affitto genitori separati 2026: che cos’è
La Legge di Bilancio 2026 ha istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un fondo destinato al sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati. Le risorse previste ammontano a 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, per un totale di 60 milioni di euro nel triennio.
L’obiettivo è aiutare il genitore che, in seguito alla separazione o al divorzio, non dispone più della casa familiare e deve prendere in affitto un’altra abitazione adatta ad accogliere anche i figli.
Non si tratta quindi di un contributo riconosciuto automaticamente a tutti i genitori separati. Sarà necessario rispettare precisi requisiti familiari, reddituali, abitativi e relativi al mantenimento dei figli.
Il bonus è già attivo?
No, al momento non è ancora possibile presentare la domanda. Il fondo è stato istituito e il MIT ha annunciato l’avanzamento dell’iter, ma devono essere pubblicati il provvedimento attuativo, il bando e la piattaforma telematica.
Il Ministero ha indicato come obiettivo l’apertura del bando nell’autunno 2026 e l’avvio delle prime erogazioni entro la fine dell’anno. Queste sono tempistiche annunciate e non equivalgono ancora a una scadenza ufficiale.
È quindi opportuno diffidare da moduli non ufficiali, siti che chiedono denaro per “prenotare” il contributo o pagine che presentano la procedura come già aperta.
Quanto spetta: fino a 500 euro al mese
In base alle informazioni rese note finora, il bonus dovrebbe rimborsare il 50% del canone di locazione effettivamente sostenuto, entro il limite massimo di 500 euro al mese e di 6.000 euro complessivi all’anno.
L’importo non sarà quindi necessariamente pari a 500 euro per tutti. Dipenderà dall’affitto pagato:
- con un affitto di 500 euro mensili, il 50% corrisponde a 250 euro;
- con un affitto di 800 euro mensili, il contributo potrebbe essere di 400 euro;
- con un affitto di 1.000 euro mensili, si raggiungerebbe il massimo di 500 euro;
- con un affitto di 1.200 euro mensili, il 50% sarebbe pari a 600 euro, ma il contributo resterebbe limitato a 500 euro.
Modalità di calcolo, mensilità riconosciute, decorrenza delle spese e forma di pagamento dovranno essere confermate dal testo definitivo.
A chi dovrebbe spettare il bonus affitto
Secondo le anticipazioni diffuse dal Ministero, il contributo è pensato per il genitore separato o divorziato che:
- non sia assegnatario della casa familiare;
- abbia almeno un figlio a carico di età non superiore a 21 anni;
- abbia preso in affitto una nuova abitazione con contratto regolarmente registrato;
- sia in regola con il pagamento dell’assegno di mantenimento eventualmente previsto;
- rientri nel limite di reddito stabilito;
- non possieda altri immobili abitativi entro la distanza che sarà indicata dal bando;
- non riceva altri contributi per l’affitto incompatibili con questa misura.
La semplice esistenza di una separazione di fatto potrebbe non essere sufficiente. Il provvedimento definitivo dovrà chiarire quali titoli saranno accettati, per esempio sentenza di separazione o divorzio, decreto di omologazione, accordo concluso mediante negoziazione assistita o provvedimento relativo ai figli di genitori non sposati.
Reddito massimo e ISEE
Il limite economico annunciato è un reddito annuo rilevante ai fini IRPEF non superiore a 35.000 euro. Le informazioni disponibili indicano quindi il reddito individuale, non necessariamente l’ISEE, come parametro principale.
Su questo punto è prudente attendere il bando. Dovrà infatti essere chiarito:
- a quale anno fiscale fare riferimento;
- quali componenti reddituali includere;
- se servirà anche un’attestazione ISEE;
- come verranno trattate variazioni recenti del reddito;
- quali controlli saranno effettuati sulle dichiarazioni.
Casa familiare e nuova abitazione in affitto
Il bonus dovrebbe essere destinato al genitore che non ha ottenuto l’assegnazione della casa familiare e sostiene il canone di una nuova abitazione. L’assegnazione della casa, nelle separazioni con figli, viene valutata soprattutto in funzione dell’interesse dei figli a conservare il proprio ambiente domestico e non come forma di sostegno economico a uno dei coniugi.
Il nuovo contributo cerca di affrontare una conseguenza pratica frequente: un genitore continua a contribuire al mantenimento dei figli ma deve, nello stesso tempo, sostenere le spese di un’altra casa che gli permetta di ospitarli.
Per approfondire gli altri aspetti economici è possibile consultare anche la guida sull’assegno di mantenimento dei figli e quella dedicata all’assegno unico per genitori separati.
Tra i requisiti annunciati figura anche l’assenza di altri immobili residenziali di proprietà entro circa 50 chilometri dalla precedente abitazione familiare. Anche distanza, tipologia degli immobili, quote di comproprietà ed eventuali eccezioni dovranno essere definite dal bando.
Bisogna essere in regola con il mantenimento?
Sì, secondo le anticipazioni il richiedente dovrà essere in regola con il versamento dell’assegno di mantenimento stabilito per i figli. La misura è infatti rivolta al genitore che continua a rispettare gli obblighi economici derivanti dalla separazione o dal divorzio e deve anche pagare una nuova abitazione.
Il bando dovrà indicare come provare la regolarità dei pagamenti. Potrebbero essere richiesti bonifici, estratti conto o altra documentazione idonea. È utile, già da ora, evitare pagamenti in contanti non tracciabili e conservare le ricevute.
Se le condizioni economiche sono cambiate e l’importo del mantenimento non è più sostenibile, non è corretto ridurlo autonomamente. È necessario valutare una modifica delle condizioni di separazione o divorzio.
Come fare domanda per il bonus genitori separati
La domanda dovrebbe essere presentata online attraverso una piattaforma indicata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Al momento, però, non sono ancora disponibili il link ufficiale, il modulo o la data di apertura.
È plausibile che per accedere alla procedura siano richiesti SPID o Carta d’identità elettronica, ma anche questo aspetto dovrà essere confermato nelle istruzioni ufficiali.
Documenti che potrebbe essere utile preparare
In attesa del bando, il genitore interessato può iniziare a raccogliere:
- documento di identità e codice fiscale;
- sentenza, decreto o accordo di separazione o divorzio;
- provvedimento riguardante affidamento e mantenimento dei figli;
- contratto di locazione regolarmente registrato;
- ricevute dei canoni di affitto pagati;
- ultima dichiarazione dei redditi o certificazione unica;
- documentazione relativa ai figli fiscalmente a carico;
- prove dei versamenti dell’assegno di mantenimento;
- eventuali dichiarazioni riguardanti proprietà immobiliari e altri contributi abitativi.
Questo elenco è soltanto preparatorio: i documenti obbligatori saranno quelli indicati nel bando.
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Bonus affitto e genitori non sposati
Le comunicazioni disponibili parlano espressamente di genitori separati o divorziati. Non è ancora certo se e a quali condizioni il contributo comprenderà anche i genitori che non sono mai stati sposati e che hanno regolato affidamento, collocamento e mantenimento dei figli.
Il bando dovrà chiarire questo punto. Nel frattempo, chi non è sposato può comunque formalizzare consensualmente le condizioni relative ai figli, evitando che accordi soltanto verbali creino difficoltà nella dimostrazione dei propri diritti e obblighi.
Differenza rispetto al vecchio bonus per genitori separati
Il nuovo bonus affitto non deve essere confuso con il precedente contributo destinato al genitore separato, divorziato o non convivente che non aveva ricevuto, in tutto o in parte, l’assegno di mantenimento a causa delle difficoltà lavorative dell’altro genitore durante l’emergenza Covid-19.
Per quella misura le domande si sono chiuse il 2 aprile 2024 e i pagamenti sono stati gestiti successivamente. Il vecchio contributo riguardava quindi il mantenimento non ricevuto; la nuova misura 2026 riguarda invece le spese di affitto sostenute dal genitore non assegnatario della casa familiare.
Il contributo sarà automatico?
No. Oltre alla presentazione della domanda, bisognerà rispettare i requisiti e rientrare nelle risorse disponibili. Il fondo dispone di 20 milioni di euro l’anno e la platea iniziale è stata stimata in alcune migliaia di beneficiari.
Se le richieste supereranno le somme stanziate, il bando potrebbe prevedere una graduatoria o criteri di priorità. Numero dei figli, condizioni economiche, disabilità o residenza in aree ad alta tensione abitativa sono stati indicati da alcune ricostruzioni giornalistiche, ma non possono ancora essere considerati criteri definitivi.
Cosa fare nell’attesa
- Verificare che il contratto di affitto sia regolarmente registrato.
- Conservare le ricevute dei canoni e i bonifici del mantenimento.
- Recuperare il provvedimento o l’accordo che disciplina separazione, divorzio e figli.
- Controllare il reddito risultante dall’ultima dichiarazione.
- Non affidarsi a moduli o intermediari prima dell’apertura del canale ufficiale.
- Controllare gli aggiornamenti del MIT e di questa pagina.
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Domande frequenti
Il bonus affitto per genitori separati è già richiedibile?
No. Al 17 settembre 2026 il fondo è stato istituito, ma il bando e la piattaforma per presentare la domanda non sono ancora disponibili.
Il bonus è sempre di 500 euro al mese?
No. Dovrebbe coprire il 50% del canone, con un massimo di 500 euro mensili. Chi paga un affitto inferiore a 1.000 euro riceverebbe quindi, in linea di principio, meno di 500 euro.
Serve l’ISEE?
Le anticipazioni indicano un limite di reddito IRPEF di 35.000 euro. Il bando dovrà chiarire se sarà necessario presentare anche l’ISEE.
Può richiederlo il genitore assegnatario della casa familiare?
La misura è stata annunciata per il genitore non assegnatario della casa familiare che sostiene il canone di una nuova abitazione.
Spetta anche a chi non paga il mantenimento?
Secondo i requisiti annunciati, sarà necessario essere in regola con gli obblighi di mantenimento.
Il bonus spetta ai genitori non sposati?
Il testo definitivo dovrà chiarire l’eventuale accesso dei genitori che non sono mai stati sposati. Non è prudente considerarlo già certo.
È cumulabile con altri contributi per l’affitto?
Le informazioni diffuse finora prevedono la non cumulabilità con altri aiuti pubblici destinati allo stesso canone di locazione. Le incompatibilità precise saranno indicate nel bando.
Conclusioni
Il bonus affitto per genitori separati e divorziati rappresenta un sostegno potenzialmente importante, ma non è ancora operativo. Il contributo potrà arrivare fino a 500 euro al mese, purché siano rispettati i requisiti che verranno definitivamente stabiliti dal bando.
Questa guida sarà aggiornata non appena il MIT pubblicherà il decreto, la piattaforma per la domanda, le scadenze e l’elenco ufficiale dei documenti.
Fonti istituzionali: Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026); comunicazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Dipartimento per le politiche della famiglia per la precedente misura relativa al mantenimento non percepito.



