Chi non dispone di un reddito sufficiente può ottenere un avvocato per la separazione o il divorzio con il patrocinio a spese dello Stato. L’espressione “avvocato gratis” è molto cercata, ma tecnicamente il professionista non lavora gratuitamente: il suo compenso viene corrisposto dallo Stato quando ricorrono tutti i requisiti.
Il beneficio può essere richiesto sia nei procedimenti giudiziali sia, quando ne ricorrono le condizioni, nelle procedure consensuali. Non è però automatico: occorre presentare una domanda completa e dimostrare di rispettare il limite reddituale previsto dalla legge.
Che cos’è il patrocinio a spese dello Stato?
Il patrocinio a spese dello Stato consente alle persone non abbienti di essere assistite da un avvocato senza anticiparne il compenso. Nei giudizi civili comprende anche separazioni, divorzi, modifiche delle condizioni, affidamento e mantenimento, purché la domanda non sia manifestamente infondata.
L’ammissione riguarda ciascuna parte singolarmente. Il fatto che un coniuge sia ammesso non significa che lo sia automaticamente anche l’altro, che deve presentare una propria istanza e possedere autonomamente i requisiti.
Limite di reddito aggiornato
Il limite di reddito per l’ammissione è attualmente pari a 13.659,64 euro annui, secondo l’ultimo decreto di adeguamento pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il parametro può essere aggiornato periodicamente: prima di presentare l’istanza è quindi opportuno controllare l’importo vigente.
Si considera il reddito imponibile risultante dall’ultima dichiarazione e, secondo le regole applicabili, anche redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte o imposta sostitutiva. L’assenza di una dichiarazione dei redditi non equivale automaticamente ad assenza di reddito.
Reddito personale o reddito della famiglia?
In via generale, se il richiedente convive con il coniuge o con altri familiari, si sommano i redditi dei componenti della famiglia convivente. La legge prevede però che si consideri soltanto il reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità oppure quando gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli dei familiari conviventi.
Nelle separazioni e nei divorzi il conflitto di interessi tra coniugi può rendere rilevante il solo reddito personale, ma la conclusione deve essere verificata in relazione alla procedura concreta e alla composizione del nucleo. Non è prudente escludere o includere automaticamente il reddito dell’altro coniuge senza esaminare il caso.
Chi può richiederlo?
- cittadini italiani;
- cittadini dell’Unione europea;
- cittadini stranieri regolarmente soggiornanti nei casi previsti dalla legge;
- apolidi e altri soggetti ammessi dalla normativa;
- chi possiede un reddito entro il limite vigente;
- chi intende far valere una pretesa non manifestamente infondata.
La valutazione non dipende dal genere, dal ruolo familiare o dal fatto di essere chi richiede o subisce la separazione. Contano requisiti reddituali, posizione giuridica e fondatezza delle richieste.
Si può usare nella separazione consensuale?
Il patrocinio può essere richiesto anche per una separazione consensuale o un divorzio congiunto, se sono rispettati i requisiti. La presenza di un accordo non esclude di per sé la necessità di assistenza legale.
Ogni coniuge deve però essere valutato separatamente. Inoltre, modalità operative, documenti e orientamenti possono variare tra i Consigli dell’Ordine e in base alla procedura scelta. È opportuno verificare preventivamente se il professionista incaricato è iscritto nell’elenco previsto.
Separazione o divorzio giudiziale
Il beneficio è utilizzabile anche quando manca l’accordo e occorre avviare o affrontare un procedimento giudiziale. Può riguardare domande su affidamento, collocamento, mantenimento, casa familiare, addebito o altre condizioni, purché le pretese non risultino manifestamente infondate.
L’ammissione non garantisce l’accoglimento delle richieste nel processo: consente l’assistenza a carico dello Stato, mentre il giudice conserva piena autonomia nel decidere la controversia.
Come presentare la domanda
Nei procedimenti civili l’istanza viene normalmente presentata al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente. Può essere depositata personalmente o tramite il difensore, seguendo moduli e modalità indicati dall’Ordine.
- individuare l’autorità giudiziaria competente per la causa;
- scaricare o richiedere il modulo dell’Ordine competente;
- indicare dati personali, familiari e fiscali;
- descrivere la controversia e le ragioni della domanda;
- allegare documenti reddituali e atti utili;
- sottoscrivere le dichiarazioni e l’impegno a comunicare variazioni;
- depositare l’istanza con le modalità ammesse;
- attendere la decisione e consegnarla al difensore.
Il Consiglio dell’Ordine compie una prima valutazione dell’istanza. Il giudice può successivamente verificare i requisiti e disporre la revoca quando accerta che mancavano o sono venuti meno.
Documenti generalmente necessari
- documento di identità e codice fiscale;
- certificazioni anagrafiche o autocertificazioni richieste;
- ultima dichiarazione dei redditi o certificazione equivalente;
- certificazione unica, buste paga, pensione o documenti sul lavoro;
- documentazione relativa ad altri redditi percepiti;
- atti della separazione o del divorzio già esistenti;
- documenti essenziali per descrivere la controversia;
- per cittadini stranieri, certificazioni reddituali del Paese d’origine quando richieste;
- dichiarazioni previste dal modulo dell’Ordine competente.
L’elenco può cambiare tra i diversi Ordini. Presentare un’istanza incompleta può causare richieste di integrazione o ritardi.
Come scegliere l’avvocato
Non tutti gli avvocati accettano incarichi con patrocinio a spese dello Stato. Il professionista deve essere iscritto nell’apposito elenco. Gli elenchi sono consultabili presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente.
Il cliente conserva il diritto di scegliere il difensore tra quelli abilitati e disponibili. Prima della nomina è utile verificare che l’avvocato si occupi abitualmente di diritto di famiglia e accetti l’incarico per la specifica procedura.
Quali spese sono comprese?
Quando l’ammissione è valida, il compenso del difensore e le altre voci previste dalla disciplina vengono anticipate o prenotate a debito secondo la legge. L’avvocato non può chiedere al cliente compensi aggiuntivi per l’attività coperta dal beneficio.
Il patrocinio non significa però che qualsiasi possibile conseguenza economica della causa venga eliminata. In particolare, occorre distinguere le spese coperte dal beneficio da eventuali somme dovute alla controparte in caso di condanna alle spese o da attività estranee al procedimento ammesso.
Rigetto e possibilità di ripresentare l’istanza
La domanda può essere respinta per superamento del limite, documentazione insufficiente o manifesta infondatezza della pretesa. Il provvedimento deve essere esaminato per capire se è possibile integrare i documenti, ripresentare la domanda o utilizzare il rimedio previsto dalla legge.
Non conviene presentare dichiarazioni approssimative: l’amministrazione può effettuare controlli fiscali e le dichiarazioni non veritiere possono comportare revoca e conseguenze ulteriori.
Variazioni del reddito e revoca
Chi viene ammesso deve comunicare le variazioni rilevanti del reddito secondo le modalità e i termini previsti. Se il limite viene superato o emergono informazioni inesatte, il beneficio può essere revocato e possono essere recuperate le somme anticipate dallo Stato.
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Domande frequenti sul gratuito patrocinio
Come avere un avvocato gratis per la separazione?
Occorre rispettare il limite reddituale, presentare l’istanza al Consiglio dell’Ordine competente e scegliere un avvocato iscritto nell’elenco del patrocinio a spese dello Stato.
Il reddito del coniuge viene sempre sommato?
No. La regola generale considera i redditi dei familiari conviventi, ma si utilizza il solo reddito personale nei casi previsti dalla legge, compreso il conflitto di interessi. Nella separazione o nel divorzio la situazione concreta deve essere verificata.
Il gratuito patrocinio vale anche per il divorzio consensuale?
Può essere ammesso anche nelle procedure consensuali quando sussistono i requisiti. È comunque necessario verificare modalità e documenti richiesti dall’Ordine competente.
Posso scegliere qualsiasi avvocato?
Deve essere un avvocato iscritto nell’apposito elenco e disponibile ad assumere l’incarico. È utile scegliere un professionista con esperienza in separazioni e divorzi.
Se non presento la dichiarazione dei redditi posso essere ammesso?
L’assenza della dichiarazione non basta a dimostrare reddito zero. Occorre documentare o autocertificare correttamente tutti i redditi secondo le richieste dell’Ordine.
Il patrocinio copre anche la condanna alle spese della controparte?
Non necessariamente. Il beneficio copre le spese e il compenso secondo la relativa disciplina, ma non elimina automaticamente un’eventuale condanna a pagare le spese dell’altra parte.
Cosa accade se il reddito aumenta durante la causa?
Le variazioni rilevanti devono essere comunicate. Il superamento del limite può determinare la revoca del beneficio secondo le regole applicabili.
Per informazioni generali sulla procedura puoi consultare anche le guide alla separazione consensuale e al divorzio consensuale.




