In breve: dopo la separazione entrambi i genitori continuano a esercitare la responsabilità genitoriale secondo quanto stabilito dall’accordo o dal giudice. Le decisioni di maggiore interesse — come scuola, salute e residenza abituale — devono normalmente essere assunte insieme. Le scelte quotidiane possono invece essere gestite dal genitore con cui il figlio si trova, nei limiti delle condizioni applicabili.
Se manca l’accordo su una scelta importante, nessuno dei genitori dovrebbe imporre unilateralmente una soluzione destinata a incidere stabilmente sulla vita del figlio: il contrasto può essere sottoposto al giudice, che decide nell’interesse del minore.

La responsabilità genitoriale dopo la separazione
La fine della relazione tra gli adulti non interrompe i loro doveri verso i figli. Il principio vale per genitori sposati e non sposati: entrambi devono contribuire alla cura, all’educazione, all’istruzione, al mantenimento e all’assistenza morale del figlio.
L’articolo 337-ter c.c. individua espressamente tra le decisioni di maggiore interesse quelle relative all’istruzione, all’educazione, alla salute e alla scelta della residenza abituale del minore. Queste decisioni devono normalmente essere concordate tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni e delle aspirazioni del figlio.
Decisioni ordinarie e decisioni di maggiore interesse
La distinzione non dipende soltanto dall’argomento, ma anche dagli effetti della scelta. Una visita di controllo già programmata può essere ordinaria; l’avvio di una terapia impegnativa può essere una decisione di maggiore interesse. L’acquisto di materiale scolastico è quotidiano; cambiare istituto o indirizzo formativo è normalmente una scelta importante.
| Ambito | Gestione ordinaria | Decisione di maggiore interesse |
|---|---|---|
| Scuola | Compiti, comunicazioni e materiale | Iscrizione, cambio di istituto o percorso |
| Salute | Controlli e cure ordinarie già concordate | Intervento, terapia rilevante o scelta sanitaria controversa |
| Residenza | Organizzazione degli spostamenti previsti | Trasferimento della residenza abituale del figlio |
| Sport | Gestione dell’attività già praticata | Nuova attività molto impegnativa per tempi, costi o rischi |
| Viaggi | Spostamenti conformi alle condizioni esistenti | Viaggio che incide sui tempi dell’altro genitore o richiede specifici consensi |
La tabella offre esempi orientativi. Per stabilire se una scelta sia ordinaria o importante occorre valutare durata, costo, rischio, impatto sul calendario e contenuto del provvedimento già esistente.
Scelta e cambio della scuola
L’iscrizione a un istituto, il passaggio dalla scuola pubblica a quella privata, il cambio di indirizzo o un trasferimento che imponga una nuova scuola sono normalmente decisioni di maggiore interesse. Entrambi i genitori devono ricevere informazioni sufficienti e poter valutare distanza, progetto educativo, costi e bisogni del figlio.
Le comunicazioni scolastiche non dovrebbero dipendere dalla disponibilità dell’altro genitore. Quando possibile, entrambi devono avere accesso al registro elettronico, ai colloqui e agli avvisi. Il genitore che riceve un’informazione non disponibile all’altro dovrebbe trasmetterla tempestivamente.
In caso di disaccordo non è corretto iscrivere unilateralmente il figlio e considerare la scelta ormai irreversibile. Se il confronto non porta a una soluzione, può essere necessario chiedere al giudice di decidere sulla specifica questione.
Salute, terapie e vaccinazioni
Le cure ordinarie e l’esecuzione di terapie già concordate possono essere gestite nella quotidianità. Scelte sanitarie rilevanti, interventi, percorsi psicologici o terapeutici e trattamenti oggetto di contrasto richiedono invece un confronto effettivo tra i genitori.
Il disaccordo non si risolve attribuendo automaticamente prevalenza al genitore presso cui vive il figlio. Il giudice può valutare documentazione clinica, indicazioni scientifiche, rischi e benefici, età e condizioni del minore.
Anche per le vaccinazioni non esiste una risposta astratta valida per ogni controversia: rilevano la normativa applicabile, le condizioni sanitarie del figlio e le indicazioni delle autorità e dei professionisti competenti.
Che cosa accade nelle urgenze sanitarie
Quando occorre intervenire immediatamente per proteggere la salute del figlio, il genitore presente può adottare le decisioni urgenti necessarie. Dovrà informare l’altro appena possibile e condividere referti, prescrizioni e indicazioni ricevute.
L’urgenza non dovrebbe essere utilizzata per aggirare sistematicamente il consenso sulle scelte programmabili. È utile disciplinare nel piano genitoriale come comunicare accessi al pronto soccorso, diagnosi, farmaci e appuntamenti successivi.
Residenza abituale e trasferimento del figlio
La scelta della residenza abituale è espressamente una decisione di maggiore interesse. Il genitore può naturalmente cambiare la propria abitazione, ma non dovrebbe trasferire unilateralmente anche il figlio quando ciò modifica scuola, tempi con l’altro genitore e organizzazione familiare.
Il trasferimento non è automaticamente vietato né automaticamente autorizzato. Devono essere valutati distanza, ragioni del cambiamento, continuità scolastica e affettiva, possibilità di mantenere rapporti effettivi con entrambi e nuova organizzazione dei tempi e dei costi.
Se manca l’accordo, il giudice può autorizzare o negare la modifica della residenza del minore e rivedere collocamento, tempi di permanenza e condizioni economiche. Spostare prima il figlio e discutere dopo può produrre conseguenze processuali rilevanti.
Sport e attività extrascolastiche
La gestione di un’attività già consolidata può rientrare nell’ordinaria organizzazione. Una nuova attività che richiede costi elevati, allenamenti frequenti, trasferte o rischi particolari può invece richiedere l’accordo di entrambi.
Occorre distinguere la decisione educativa dalla ripartizione della spesa. Anche quando un’attività è utile, il rimborso del costo dipende dalle condizioni economiche applicabili e dalle regole sull’accordo preventivo per le spese straordinarie.
Educazione e scelte religiose
Le decisioni educative importanti devono essere adottate considerando il percorso già seguito, l’età, le inclinazioni e la progressiva autonomia del figlio. Nessun genitore dovrebbe utilizzare la propria posizione per escludere l’altro o coinvolgere il minore nel conflitto.
Quando una scelta religiosa incide stabilmente sul percorso educativo o sulle abitudini del figlio, è opportuno raggiungere un’intesa. In caso di contrasto, il criterio non è la preferenza personale di un adulto, ma l’interesse concreto del minore.
Passaporto e viaggi all’estero
Per il rilascio dei documenti del minore e per determinati viaggi possono essere richiesti consensi o autorizzazioni specifiche. Prima di acquistare biglietti è prudente verificare documenti, destinazione, durata, eventuali indicazioni del provvedimento e tempi spettanti all’altro genitore.
Una comunicazione completa dovrebbe indicare date, luogo, recapiti e modalità di rientro. Se il consenso necessario viene negato senza che sia possibile raggiungere un accordo, può essere richiesta l’autorizzazione dell’autorità competente.
Foto e dati dei figli sui social network
La pubblicazione online espone immagine, vita privata e dati del minore a una diffusione potenzialmente molto ampia. I genitori dovrebbero concordare regole prudenti, evitando contenuti umilianti, informazioni sanitarie, localizzazione e dettagli che possano compromettere sicurezza e riservatezza.
Il disaccordo sulla pubblicazione può essere portato davanti al giudice, che può ordinare la rimozione dei contenuti e adottare ulteriori misure. Con la crescita del figlio deve essere considerata anche la sua volontà e la sua capacità di comprendere le conseguenze della diffusione.
Che cosa fare quando i genitori non sono d’accordo
Prima di ricorrere al giudice è utile formulare la questione in modo preciso: quale decisione deve essere presa, quali alternative esistono, quali documenti le sostengono e quale impatto hanno sul figlio. Le comunicazioni dovrebbero restare concentrate sul problema concreto.
- condividere tempestivamente informazioni e documenti;
- formulare una proposta motivata e una possibile alternativa;
- verificare il contenuto degli accordi o dei provvedimenti già esistenti;
- valutare, quando appropriato e sicuro, un confronto assistito;
- in mancanza di soluzione, chiedere al giudice una decisione specifica.
Il genitore non dovrebbe creare un fatto compiuto iscrivendo il figlio, interrompendo una terapia o trasferendone la residenza prima che il contrasto sia risolto, salvo una reale necessità urgente di protezione.
Affidamento condiviso ed esclusivo
Nell’affidamento condiviso entrambi partecipano alla responsabilità genitoriale, mentre le questioni ordinarie possono essere esercitate separatamente secondo le condizioni stabilite. L’affidamento condiviso non impone tempi identici né una doppia residenza.
L’articolo 337-quater c.c. consente l’affidamento esclusivo quando l’affidamento all’altro genitore sia contrario all’interesse del minore. Anche in questo caso, salvo diversa disposizione del giudice, le decisioni di maggiore interesse vengono adottate da entrambi.
Per una trattazione completa consulta la guida sull’affidamento condiviso, le decisioni e i tempi con i figli.
L’ascolto del minore
Il figlio non deve scegliere tra i genitori. Può però avere diritto a essere ascoltato nel procedimento: la legge prevede l’ascolto del minore che abbia compiuto dodici anni e anche di età inferiore se capace di discernimento, con le eccezioni previste per proteggerne l’interesse.
L’opinione del minore viene considerata in relazione a età e maturità, ma non determina automaticamente la decisione. Il giudice conserva la responsabilità di valutare quale soluzione sia più adeguata.
Quale tribunale è competente
Non è corretto scegliere liberamente il tribunale in base alla residenza di uno dei genitori. L’articolo 473-bis.11 c.p.c. stabilisce che, nei procedimenti in cui devono essere adottati provvedimenti riguardanti un minore, è competente il tribunale del luogo della sua residenza abituale.
Se il minore è stato trasferito senza autorizzazione e non è trascorso un anno, la norma conserva la competenza del tribunale dell’ultima residenza abituale precedente al trasferimento. Situazioni internazionali o particolari richiedono verifiche ulteriori.
Accordi tra genitori e piano genitoriale
Un accordo privato non è automaticamente nullo, ma la formalizzazione offre maggiore certezza e tutela in caso di inadempimento. Le condizioni dovrebbero disciplinare affidamento, residenza, tempi, decisioni, comunicazioni, mantenimento e spese.
Il piano genitoriale aiuta a tradurre i principi in regole quotidiane. Puoi approfondire quando deve essere presentato e quale funzione ha oppure consultare la guida pratica su come compilare calendario, vacanze e clausole.
Mantenimento e decisioni economiche
L’accordo su una scelta non determina automaticamente come debba essere ripartito il suo costo. Mantenimento ordinario, spese straordinarie e necessità del consenso preventivo devono essere regolati separatamente secondo proporzionalità e condizioni applicabili.
Per i criteri economici puoi leggere la guida sul calcolo del mantenimento dei figli.
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Violenza e misure di protezione
In presenza di violenza domestica, minacce, coercizione o rischio per il figlio, la priorità è la sicurezza. Il confronto diretto o la mediazione possono essere inappropriati e devono essere valutati alla luce delle disposizioni processuali specifiche.
Il giudice può adottare misure provvisorie e limitazioni adeguate alla situazione concreta. Il diritto del minore alla relazione con entrambi i genitori non può essere utilizzato per minimizzare esigenze di protezione accertate.
Accordia per affrontare un disaccordo specifico
Quando il confronto è possibile e sicuro, una consulenza con un professionista terzo può aiutare a isolare la decisione controversa, confrontare le alternative e formulare una proposta concreta da inserire nell’accordo.
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Esempi pratici
Cambio di scuola senza accordo
Un genitore vuole iscrivere il figlio in una scuola privata distante, con costi e orari diversi. L’altro propone di mantenere l’istituto già frequentato. Poiché la scelta incide su istruzione, spostamenti e spese, occorre un accordo o, se il contrasto persiste, una decisione giudiziale.
Terapia urgente e terapia programmata
Durante il proprio periodo di permanenza un genitore porta il figlio al pronto soccorso e autorizza gli accertamenti necessari, informando subito l’altro. Diverso è l’avvio di un lungo percorso terapeutico non urgente: in questo caso occorre condividere informazioni e decisione.
Trasferimento per una nuova opportunità lavorativa
Un genitore riceve un’offerta in un’altra città e desidera trasferire con sé il figlio. La legittimità della scelta professionale dell’adulto non risolve automaticamente la questione della residenza del minore: occorre valutare scuola, relazioni, distanza e nuova organizzazione con l’altro genitore.
Documenti utili in caso di disaccordo
- accordi e provvedimenti già esistenti;
- piano genitoriale;
- comunicazioni tra i genitori sulla specifica decisione;
- documentazione scolastica o sanitaria;
- preventivi e informazioni sui costi;
- orari di lavoro e calendario del figlio;
- distanze e tempi di percorrenza;
- eventuali indicazioni professionali pertinenti.
Checklist prima di decidere
- La scelta è ordinaria o incide stabilmente sulla vita del figlio?
- L’altro genitore ha ricevuto tutte le informazioni?
- Il provvedimento esistente contiene una regola specifica?
- È stata considerata l’opinione del figlio in base a età e maturità?
- Quali conseguenze produce su scuola, salute, tempi e relazioni?
- La proposta è sostenibile anche dal punto di vista economico?
- Esistono alternative meno conflittuali?
- La questione è urgente oppure consente un confronto?
Domande frequenti
Il genitore collocatario può decidere tutto?
No. Il collocamento prevalente non attribuisce automaticamente il potere esclusivo sulle decisioni di maggiore interesse.
Chi decide le attività sportive?
Dipende dall’impatto della scelta. La gestione dell’attività già praticata può essere ordinaria; un nuovo impegno rilevante per costi, tempi o rischi può richiedere l’accordo.
Con l’affidamento esclusivo decide soltanto l’affidatario?
Non sempre. Salvo diversa disposizione del giudice, le decisioni di maggiore interesse restano adottate da entrambi.
Si può cambiare città con il figlio?
Il genitore può cambiare la propria abitazione, ma la modifica della residenza abituale del minore richiede accordo o decisione del giudice quando incide sulle condizioni vigenti.
Il minore può scegliere la scuola o il genitore con cui vivere?
La sua opinione deve essere considerata secondo età e maturità, ma non gli viene attribuito il peso della decisione finale.
La mediazione è obbligatoria?
No. È volontaria e richiede il consenso. Può essere utile in alcune situazioni, ma non è appropriata quando compromette sicurezza o libertà decisionale.
Conclusione
Dopo la separazione la responsabilità genitoriale continua. Le scelte quotidiane devono essere distinte dalle decisioni capaci di incidere su istruzione, salute, educazione e residenza abituale del figlio.
Accordi chiari, informazioni condivise e un piano concreto riducono i conflitti. Quando manca l’intesa su una decisione importante, il criterio non è la preferenza dell’uno o dell’altro genitore: prevale l’interesse del minore, valutato dal giudice sulla base della situazione reale.



