Guida ai requisiti d’identità, ai moduli di delega e alle informazioni minime necessarie per l’accesso agli atti in Tribunale
Molte persone che si trovano a dover recuperare il duplicato di una decisione giudiziaria pensano che basti inoltrare una richiesta generica per ottenere subito l’atto. Nella realtà dei fatti, uno dei motivi che causa il maggior numero di rifiuti e rallentamenti da parte delle cancellerie è proprio la mancanza dei documenti identificativi corretti o delle informazioni minime necessarie all’estrazione del fascicolo.
Trattandosi di provvedimenti che contengono dati sensibili inerenti alla sfera personale, patrimoniale e all’affidamento dei figli, l’accesso a questi documenti è rigidamente regolamentato dalle norme sulla privacy. Non è consentito a chiunque prelevare un atto giudiziario senza dimostrare il proprio diritto o senza allegare le dovute autorizzazioni.
In questa guida chiara e schematica vedremo quali documenti di identità occorre preparare, come funziona la legittimazione, cosa fare se mancano i dati del processo e come gestire l’invio dei documenti per richiedere la sentenza di divorzio online.
Chi ha il diritto di richiedere la copia della sentenza?
Prima di analizzare i documenti necessari, occorre chiarire chi sia il soggetto “legittimato” a presentare l’istanza in Tribunale. Per legge, la copia conforme o semplice del provvedimento può essere rilasciata solo a:
I diretti interessati, ovvero gli ex coniugi che hanno preso parte alla causa di divorzio.
I difensori (avvocati) muniti di regolare mandato o procura alle liti.
I soggetti terzi delegati (parenti, agenzie specializzate o nuovi partner), purché provvisti di una specifica autorizzazione scritta.
I documenti e i dati necessari per la richiesta
Se decidi di avviare l’iter burocratico, ci sono tre elementi documentali e informativi che devi tassativamente predisporre per evitare che la tua istanza venga respinta.
1. Documento di identità in corso di validità
È il requisito fondamentale per l’identificazione. Dovrai allegare la copia leggibile (fronte e retro) della tua carta d’identità, del passaporto o della patente di guida. Se agisci per conto di una terza persona, dovrai allegare sia il tuo documento sia quello del soggetto delegante.
2. Il modulo di delega firmato (se applicabile)
Se non puoi recarti fisicamente allo sportello o non possiedi una PEC abilitata e decidi di affidare l’incarico a un intermediario, devi compilare un atto di delega formale. Questo modulo deve contenere i dati anagrafici del delegante, i dati del delegato e l’esplicito mandato a richiedere e ritirare le copie (semplici o conformi) della specifica sentenza.
3. Le informazioni minime per la ricerca d’archivio
Oltre ai documenti d’identità, la cancelleria richiede i dati di localizzazione della causa. I dati standard includono:
Nome, cognome e codici fiscali di entrambi gli ex coniugi.
L’indicazione del Tribunale competente (la città in cui si è svolto il processo).
L’anno esatto di pubblicazione o deposito del provvedimento.
È indispensabile conoscere il numero della pratica o il Ruolo Generale?
Come procedere senza il numero di Ruolo Generale (R.G.)
Una delle domande più frequenti riguarda la perdita dei riferimenti numerici del processo. Molti utenti cercano online come procedere quando non ricordano il numero di sentenza o il numero di Ruolo Generale (R.G.).
La verità è che il numero della pratica è un dato utilissimo che velocizza al massimo il lavoro degli impiegati del Tribunale, ma non è obbligatorio. Se la sentenza è recente, i sistemi telematici del Ministero della Giustizia consentono una ricerca nominale digitando i codici fiscali delle parti.
Se invece la pratica è molto vecchia ed è custodita nell’archivio cartaceo, la ricerca senza numero è più complessa ma comunque attuabile, a patto di fornire l’anno corretto della pronuncia per consentire l’ispezione dei registri storici.
Serve contattare il vecchio avvocato per avere i documenti?
Un altro dubbio comune è legato alla necessità di interpellare il legale che aveva seguito la causa di divorzio. Non sei obbligato a farlo. La sentenza è un atto pubblico registrato dallo Stato e la sua conservazione spetta unicamente al Tribunale. Puoi richiedere e ottenere il duplicato dell’atto anche se non hai più contatti con il vecchio difensore, se lo studio legale ha chiuso o se sono passati decenni dalla conclusione del processo.
Scegliere il formato corretto: Copia Semplice o Copia Conforme?
Al momento della presentazione della documentazione, devi specificare alla cancelleria l’uso che farai dell’atto per ricevere il formato idoneo:
Uso informativo (Copia Semplice): Non richiede bolli speciali, ha costi minimi ed è adatta se ti serve solo per una verifica dei dati patrimoniali o personali.
Uso legale (Copia Conforme o Autentica): Richiede l’assolvimento dei diritti di copia telematici e delle marche da bollo. È l’unico formato accettato dai notai per i rogiti, dalle banche per i mutui e dai Comuni per le pubblicazioni di matrimonio.
Come inviare i documenti ed evitare ritardi con il servizio online
La gestione autonoma dei moduli del Tribunale, l’invio tramite PEC e il calcolo delle imposte telematiche su PagoPA possono tradursi in lunghe settimane di attesa a causa di piccoli vizi di forma.
Affidando la pratica a Coniugi Tutelati, potrai inviare i tuoi documenti online in modo sicuro e delegare l’intero iter burocratico. Operiamo presso tutti i Tribunali d’Italia:
Caricamento sicuro online: Ti basta caricare la foto del tuo documento d’identità e firmare la delega digitale direttamente dal tuo smartphone.
Ricerche nominali d’archivio: Pensiamo noi a rintracciare il numero di Ruolo Generale (R.G.) e l’anno esatto della causa se non li ricordi.
Saldatura PagoPA inclusa: Gestiamo noi l’acquisto e l’assolvimento elettronico di tutti i diritti di cancelleria richiesti per l’autenticazione.
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Domande Frequenti (FAQ)
Posso richiedere la sentenza di divorzio dei miei genitori?
I figli o i parenti non possono accedere liberamente a questo tipo di atti per ragioni di riservatezza dei dati personali. È possibile farlo esclusivamente se si è in possesso di una delega scritta e firmata da uno dei genitori (titolari del diritto), accompagnata dalla copia del suo documento d’identità.
Quali documenti servono se la sentenza deve essere usata all’estero?
Oltre al documento di identità e alla delega, per l’uso internazionale dovrai richiedere esplicitamente la copia conforme e specificare il Paese di destinazione. Questo permetterà di predisporre l’atto per la successiva apposizione dell’Apostille o della legalizzazione presso la Procura della Repubblica.
Cosa succede se presento una richiesta con il codice fiscale errato?
I sistemi informatici del Tribunale non troveranno alcuna corrispondenza nei registri informatici ordinari. Questo provocherà il rigetto della domanda. Per questo motivo, prima di inoltrare l’istanza, i consulenti di Coniugi Tutelati eseguono una verifica preliminare della correttezza anagrafica dei dati forniti.
È accettata la patente come documento per la richiesta online?
Sì, la patente di guida italiana (sia nel formato card plastificato sia in quello cartaceo tradizionale) è un documento di riconoscimento dello Stato a tutti gli effetti di legge e può essere utilizzata per completare la delega di recupero insieme alla carta d’identità o al passaporto.






