Divorzio veloce

Divorzio veloce – cos’è e come si ottiene

Divorzio veloce: la guida completa

Divorzio veloce è l’espressione con la quale si identifica la concreta opportunità per due coniugi separati di sciogliere definitivamente gli effetti civili del matrimonio in tempi piuttosto brevi.

Quella del divorzio veloce è una pratica relativamente recente, entrata in vigore nel mese di maggio 2015 nel nostro ordinamento giudiziario.

DIVORZIO VELOCE – INDICE DEGLI ARGOMENTI:

Cos’è il divorzio veloce?

Quando si ottiene il divorzio veloce?

Come si ottiene il divorzio veloce?

Quali documenti sono necessari per il divorzio veloce?

Quali sono i costi del divorzio veloce?

Quali sono gli effetti del divorzio veloce?

Il divorzio veloce on line.

Cos’è il divorzio veloce?

Il divorzio veloce è una pratica che consente ai coniugi di ridurre le tempistiche di scioglimento degli effetti civili del matrimonio a sei o dodici mesi.

Questa pratica è diventata una realtà in Italia solo nel 2015. La relativa legge, approvata da entrambe le camere nel mese di aprile 2015, è entrata in vigore il 26 maggio 2015 con la legge n 55/2015.

Si tratta di una svolta piuttosto importante per il nostro Paese considerato che la precedente legge sul divorzio, entrata in vigore nel 1970, è rimasta immutata per oltre quarant’anni.

Prima della riforma, le tempistiche per il divorzio erano piuttosto lunghe. Dal momento della separazione, infatti, dovevano passare ben tre anni per dirsi definitivamente addio.

La netta riduzione nelle tempistiche ha riguardato sia il divorzio post separazione consensuale che il divorzio post separazione giudiziale.

Tuttavia bisogna distinguere i due casi.

Nel caso di separazione giudiziale, è necessario attendere un anno a partire dal momento in cui i coniugi compaiono davanti al Presidente del Tribunale.

Come nel caso della vecchia legge sul divorzio, per una rottura definitiva è necessario che la separazione si protragga ininterrottamente.

Qualora nel corso dei dodici mesi dovesse esserci un riavvicinamento tra i coniugi, si rende necessario ripetere l’iter della separazione dall’inizio.

Nel caso di separazione consensuale, i dodici mesi di attesa si riducono a sei ma alle stesse condizioni.

Quando si ottiene il divorzio veloce?

La maggior parte dei divorzi è conseguente al periodo di separazione previsto dalla legge.

Tuttavia, ci sono dei rari casi in cui è possibile procedere al divorzio sebbene non sussista in precedenza la condizione di separati.

I casi di cui si parla sono i seguenti:

  • uno dei coniugi si rende colpevole di un reato particolarmente grave o riceve una condanna per il delitto di incesto, violenza sessuale o per induzione, costrizione, sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione, maltrattamenti, omicidio volontario o tentato di un figlio e tentato omicidio del coniuge;
  • il matrimonio non è stato consumato e, dunque, c’è stata mancanza di rapporti sessuali tra marito e moglie;
  • è stato dichiarato il cambio di sesso di uno dei coniugi con sentenza definitiva;
  • il coniuge cittadino straniero ha ottenuto all’estero lo scioglimento o l’annullamento del matrimonio oppure ha contratto all’estero nuove nozze.

Come si ottiene il divorzio veloce?

Trascorso il periodo di separazione, la procedura di divorzio non si avvia automaticamente ma è necessario che i coniugi ne facciano espressa richiesta.

Prima di descrivere la procedura è necessario sottolineare che, come accade per la separazione, anche il divorzio può essere consensuale o giudiziale.

Il divorzio consensuale

Qualora ci si trovi di fronte ad un divorzio di tipo consensuale, gli iter perseguibili sono tre:

  • Ricorso congiunto;
  • Negoziazione assistita;
  • Divorzio in Comune.

Il ricorso congiunto:

I coniugi, assistiti da un avvocato, depositano l’atto presso la cancelleria del giudice competente, il quale fissa l’udienza di comparizione in camera di consiglio.

In questa sede, si procede ad un tentativo di conciliazione e, laddove questo fallisse, viene emessa una sentenza che dichiara lo scioglimento del vincolo matrimoniale o la cessazione dei suoi effetti civili;

La negoziazione assistita:

Qualora non si voglia ricorrere al tribunale, i coniugi possono avvalersi dei propri legali per raggiungere un accordo.

In tal caso, uno dei due legali invita la controparte a stipulare una convenzione ovvero un documento che disciplina le modalità con cui eseguire la negoziazione.

Per legge, la durata della negoziazione non può essere inferiore ad un mese o superiore a tre.

La fase di negoziazione che segue riguarda i rapporti patrimoniali e personali dei due coniugi dopo il divorzio.

L’accordo sottoscritto dalle parti viene trasmesso al Procuratore della repubblica.

Il procuratore, dopo aver esaminato gli atti e i documenti, rilascia l’autorizzazione o il nulla osta.

Si parla di autorizzazione se si è in presenza di figli minorenni o maggiorenni con disabilità o maggiorenni non economicamente autosufficienti.

Si parla di nulla osta se in presenza di coniugi senza figli.

Da quando l’avvocato riceve il nulla osta o l’autorizzazione, dovrà trasmettere, entro 10 giorni dalla ricezione stessa, l’accordo siglato con il nulla osta o l’autorizzazione all’ufficiale di stato civile presso il comune nel quale la coppia si è sposata per la relativa trascrizione nei registri dello stato civile.

Da quando il Comune ha ricevuto la comunicazione dall’avvocato avrà trenta giorni di tempo per trascrivere la negoziazione assistita.

La dichiarazione in Comune:

Questo iter è perseguibile a condizione che non sussista una delle seguenti condizioni:

  • presenza di figli minorenni
  • presenza di figli maggiorenni non autosufficienti economicamente;
  • presenza di figli maggiorenni con disabilità;
  • presenza di trasferimenti patrimoniali.

In caso vogliano seguire questo iter, i coniugi si rivolgono direttamente al sindaco del Comune presso il quale è stato celebrato il matrimonio o il Comune di residenza di uno dei due coniugi.

Il divorzio giudiziale

Nel caso in cui i due coniugi che intendano separarsi non giungono ad un accordo, si parla di divorzio giudiziale.

L’intero iter si svolge in tribunale, davanti ad un giudice, e si conclude con una sentenza.

Generalmente si tratta di un procedimento piuttosto lungo ma questo non può essere affermato a priori poiché dipende dal tempo necessario ai due coniugi per raggiungere un accordo.

Quali documenti sono necessari per il divorzio veloce?

I documenti necessari per dare inizio ad un procedimento di divorzio sono:

  • Atto integrale di matrimonio
  • certificato attestante lo stato di famiglia di entrambi i coniugi
  • certificato di residenza di entrambi i coniugi
  • copia decreto di omologa o sentenza di separazione del tribunale
  • dichiarazioni dei redditi di entrambi i coniugi solo nel caso in cui ci si trovi in una delle seguenti situazioni:
    • presenza di figli minorenni
    • presenza di figli maggiorenni non autosufficienti economicamente;
    • presenza di figli maggiorenni con disabilità.

Questi documenti sono facilmente reperibili da parte dei coniugi e, soprattutto, il loro reperimento non comporta costi esorbitanti.

Quali sono i costi del divorzio veloce?

Non è possibile fare una stima precisa delle spese da affrontare nel caso di divorzio.

Queste, infatti, dipendono dalla parcella richiesta dall’avvocato cui si sceglie di affidarsi.

L’unico dato preciso relativo ai costi può essere fornito solo nel caso in cui i coniugi decidano di divorziare in Comune, rinunciando alla presenza di un legale.

In questo caso, infatti, la spesa si riduce a circa sedici euro.

Nel caso di divorzio in Tribunale o con ricorso alla negoziazione assistita, l’unico modo per ridurre la spesa è quello di rivolgersi ad un unico avvocato che prenda in carico entrambi i coniugi.

Essere rappresentati da un unico avvocato non è possibile solo in caso di divorzio giudiziale considerato che si va incontro ad un vero e proprio procedimento giudiziario.

Quali sono gli effetti del divorzio?

Una volte che si è ottenuto il divorzio, le sentenza o l’accordo tra coniugi vengono trasmessi all’ufficiale di stato civile per essere annotati presso i registri del comune presso il quale è stato registrato il matrimonio.

Gli effetti del divorzio sono molteplici:

  • nel caso si parli di matrimonio civile, il vincolo viene immediatamente sciolto. Cessano, dunque, i vincoli ai reciproci obblighi coniugali ed entrambi recuperano lo stato civile di liberi;
  • nel caso di matrimonio concordatario, cessano immediatamente gli effetti civili dell’unione ed è dunque valido ciò che si è detto nel primo punto, fermo restando che il matrimonio continua ad essere valido per l’Autorità Ecclesiastica.
  • La moglie perde il diritto di usare il cognome del marito.

Solo qualora l’uso del nome del marito comporti un interesse degno di tutela, allora il Tribunale può non autorizzare la perdita di questo diritto;

  • l’ex coniuge economicamente più debole può richiedere all’altro un assegno divorzile il cui importo è determinato in base a delle regole ben precise;
  • sebbene i coniugi abbiano divorziato, in caso di pensionamento di uno dei due, all’altro spetta comunque una quota del TFR, ovvero del trattamento di fine rapporto.

Questo punto è valido solo nel caso si verifichino due condizioni:

  • il coniuge titolare del TFR versa già un assegno divorzile all’ex coniuge;
  • il coniuge che beneficia del TFR non abbia contratto seconde nozze;
  • viene decisa l’assegnazione della casa coniugale e degli altri beni di proprietà;
  • i figli minorenni possono essere affidati ad entrambi i genitori oppure ad uno solo di essi.

In questo ultimo caso, il coniuge non affidatario deve versare un assegno di mantenimento;

  • Entrambi i coniugi perdono i diritti successori;
  • Nel caso di morte di uno degli ex coniugi, il coniuge superstite ha diritto alla pensione di reversibilità del defunto o anche solo ad una quota di questa.

Quanto detto è valido solo nel caso si verifichino due condizioni:

  • il coniuge superstite non ha contratto seconde nozze;
  • il coniuge superstite percepiva già un assegno di mantenimento da parte del coniuge defunto.

Il divorzio online.

Ad oggi, i coniugi che desiderano diventare ex hanno possono affrontare il proprio divorzio in modo più agevole grazie alle nuove tecnologie.

La trasformazione digitale, infatti, ha influito anche su questo settore, complice anche l’avvento della pandemia che ha accelerato notevolmente i processi di digitalizzazione.

Dunque sono centinaia le coppie italiane cui la tecnologia è venuta in soccorso e, anche adesso che si sta tornando lentamente alla normalità, il divorzio online continua ad essere una strada parecchio battuta poiché rende tutto meno stressante evitando lunghe trafile in tribunali e studi legali.

Tutto è stato possibile anche grazie a coloro che hanno messo a disposizioni le proprie risorse per venire incontro a rinnovate esigenze e ai tribunali delle maggiori città italiane che si sono adattati al cambiamento.

In questo quadro si collocano realtà come Asso Tutelati che hanno sviluppato un sistema che permette ai coniugi di gestire le pratiche a distanza utilizzando strumenti ormai di uso comune come videochiamate, email e applicazioni di messaggistica istantanea.

A disposizione degli utenti, inoltre, un numero verde.

Gestire la pratica di divorzio online, inoltre, permette anche una riduzione dei costi a vantaggio di tutte quelle coppie che desiderano porre fine al loro matrimonio ma spesso non dispongono di grandi risorse economiche.

Naturalmente, tempi e costi variano se si tratti di divorzio consensuale o divorzio giudiziale ma, in ogni caso, la finalità principale di AssoTutelati è quella di tutelare, con ogni mezzo legittimo, i diritti e gli interessi dei consumatori.

PERCHÈ SCEGLIERCI

COME PROCEDERE

Richiedi informazioni senza impegno

Sarai ricontattato da un nostro consulente che ti fornirà tutte le informazioni necessarie per la separazione. Sarai libero di decidere se proseguire con noi o meno.
Se preferisci puoi chiamare direttamente il nostro servizio clienti.